venerdì, 26 marzo 2010
la galanteria
attenzione in questo post mi sto lamentando in modalità: femminuccia frignona.
oggi avevo una grossa valigia. e questa grossa, grassa, strapiena valigia pesava un sacco.
oggi avevo un treno da prendere. per arrivarci ho preso: tram, metro, ascensori, ma soprattutto scale.
oggi a milano non ero sola: centinaia di persone erano con me, sui mezzi, nei corridoi della metropolitana. escludo che potessero essere tutte, tutte ipovedenti. qualcuno mi deve pur aver visto, incastrata in un tornello dell'atm, mentre trascinavo il trolley su per le scale della stazione o quando invano ho tentato di riporre la valigia sul treno. un sacco di (attenzione questo è il succo della faccenda) UOMINI mi hanno vista affannata, ansimante e sudata. e non per ragioni che riguardano la mia libido sessuale. io facevo tantissima fatica perchè la valigia era grossa e pesante. nessuno si è offerto di aiutarmi. nessuno in tutto il tragitto. ho ricevuto un paio di occhiate di compassione da una vecchietta in ciabatte e una trentenne gracilina. stop. tutto quello che ho racimolato in una giornata a bagno nell'umanità è stato questo.
eppure io so che esistono uomini dai 20 ai 45 anni, in buona salute, corporatura massiccia, ben nutriti, dotati di una forza muscolare media, statisticamente maggiore di quella di una ragazza che pesa venti chili meno di loro. e lo so perchè io tutti i giorni vedo degli uomini in giro e solo una ristretta parte di loro rientra nella categoria "emo-quindicenne-denutrito-palliduccio".ebbene, nonostante tutte queste mie convinzioni, supportate da anni di evidenze empiriche, io, oggi, la valigia me la sono portata da sola.
non fiori, non diamanti, ma opere di bene: la prossima volta, voi, machi del sud, portatemi la valigia. sgrunt.
19:20
Scritto da: fuorisede07
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domenica, 21 marzo 2010
last night the dj saved my life
ieri sera sono andata a ballare in discoteca. non mi soffermerò più di tanto sul fatto che mi dimenavo in calzamaglia nel mezzo di un'umanità sudata e appiccicaticcia, glassata di pailllettes, e che un gentiluomo mi ha omaggiato di un "ahò, te rifaccio il controtelaio, se passi de' qua!", perché è successa una cosa di gran lunga più divertente.
il vocalist (sì, c'era il vocalist, ma non è ancora questa la parte esilarante della serata) nell'espletare egregiamente la sua (troppo spesso dimenticata) funzione regala alla folla un ritmatissimo: "love-sex-american express! love-sex-american express" e poi - tenetevi forte - "su le mani per il PDL, su le mani per il piiiiiiii-di-elleeeeeeeeeeeeeeeee, come on!".
questa frase, da sola, è valsa la serata. ci voleva un vocalist di provincia per farmi afferrare, alle quattro del mattino, insalamata in una guaina di strass, il senso dell'inchiesta carte di credito-trani-berlusconi.
poi sono scivolata in una pozza di capirinha alla fragola. ed è stato decisamente meno istruttivo, ma comunque memorabile.
17:45
Scritto da: fuorisede07
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martedì, 23 febbraio 2010
adotta un giornale abbandonato
l'altro giorno ho preso la metropolitana e mi sono accorta della campagna dell'atm per ripulire i mezzi pubblici dai giornali abbandonati. inizialmente ho pensato che fosse una bella cosa: metropolitane e tram sporchi fanno subito quell'effetto periferia malavitosa dei film per la tv americana. in un impeto di foga da anziana leghista mi sono detta che sì, è ora di finirla con questi quindicenni punkabbestia che sporcano gli autobus e attaccano le cicche in giro. ma, una volta tornata in me, mi sono accorta che sono io che sfoglio abbandono-raccolgo-e-leggo giornali sui mezzi, non i punkabbestia. Allora la maleducata sei tu, chiaro? che vergogna. poi però, in un atto di estrema indulgenza con me stessa (tipico anch'esso dell'anziana leghista) ho pensato che se il giornale è in buono stato, è un po' come rimetterlo in circolo. è un modo di riciclare la carta e le notizie, di venirsi in soccorso fra sconosciuti, quando la mattina che piove non hai avuto voglia e tempo di passare in edicola e qualcun altro lo ha fatto per te. o forse è proprio solo pigrizia e non ci sono scuse. di sicuro è un modo per leggere una rivista di gossip, senza vergognarsi a chiederla in edicola.
22:39
Scritto da: fuorisede07
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sabato, 09 gennaio 2010
tu nella vita comandi fino a quando hai stretto in mano il tuo telecomando
ho visto una pubblicità. e fa più o meno così. scena: interno casalingo. bambini seduti al tavolo da pranzo della cucina. la mamma si gira e offre ai figli due piatti con qualcosa che ha cucinato. i bambini si guardano scocciati, sbuffano e con un telecomando cambiano scena, mamma, piatto. ci ritroviamo in una Fregene assolata, con i due pargoli vestiti da marinaretti, la mamma è ringiovanita e vestita come una comparsa della parata di gardaland a ferragosto. la bistecca + contorno di prima si è magicamente trasformata in una cotoletta impanata tutti i gusti +1, tonno, maionese, mozzarella, capperi e amatriciana.
ora voglio fare la moralista. e mi sia concesso.
non sono una femminista, ma una mammista, sì. fare la mamma è di certo fantastico, ma pure un lavoro di merda: i bambini strillano, scapricciano, battono i piedi, si lamentano e non si capisce mai come farli contenti per davvero. poi, sulla roba da mangiare, non ne parliamo: hanno sempre qualcosa da frignare. cha la roba sia calda,fredda, buona o cattiva. tutto un lamento, a meno che non sia una cotoletta di nutella impanata nel mars.
alla luce di questa gran faticaccia, l'unica considerazione da fare è che: tutto dovrebbero tenere in mano i bambini (una corda per saltare, un libro, una mela, un pastello colorato, un flauto di plastica, uno skateboard), ma non un telecomando con cui cambiare mamma e pietanza. i bambini si devono mangiare quello che la mamma e la nonna preparano. stop. e il moige, che di norma interviene per calibrare l'orlo della gonna di vladimir luxuria, dovrebbe per una volta rendersi utile ed esercitare tutta la sua rompipallaggine per sbianchettare lo spot dal palinsesto. di sicuro il creativo che se l'è studiato non è una donna, non è una mamma, e di certo non ha mai provato a nutrire una scimmia urlante di otto anni mentre guarda i pokemon.
16:23
Scritto da: fuorisede07
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mercoledì, 23 dicembre 2009
capodanno a capodanno
caterpillar è uno dei miei programmi preferiti alla radio. e lo è perché hanno una straordinaria capacità di ridimensionare le piccole grandi inutili tragedie che ci inventiamo nella vita. una di queste è il natale. così hanno lanciato una campagna: natale a natale. questa lodevole iniziativa consiste nell'occuparsi del natale quando arriva o poco prima, giusto il tempo di fare i regali. non c'è il caso di appendere le luminarie a settembre, né di imbragare gli impiegati del comune come sherpa che scalano l'himalaya per addobbare l'abete in piazza duomo.
ecco, io, da fedele ascoltatrice, copio e rilancio CAPODANNO A CAPODANNO. finiamola con questa purga dei progetti a capodanno. tutti, tutti tutti, ti chiedono almeno una volta al giorno cosa stramaledettamente fai per l'ultimo dell'anno, ma la tragedia somma è che i preparativi sono iniziati come minimo a luglio.
ci sono tre eventi all'anno che sono nefastamente concatenati: pasquetta, ferragosto e capodanno. finisce sempre che il pomeriggio di pasquetta, ricolmi come otri di ovetti al cioccolato e insalata russa, si litiga su dove fare la braciolata di ferragosto e a ferragosto, dopo che la brace ha devastato i prato del vicino, ci si scanna sullo stramaledetto cenone di capodanno. dal momento che non si tratta di festeggiare il 31 dicembre 2012 in casa Giacobbo, io vorrei tanto lasciar correre: farmi una pastasciutta in compagnia e poi, fra barbera e champagne, crollare stivalati alla mezza davanti al caminetto. arriva il primo dell'anno, ci si sveglia un po' rintronati e non ci si pensa più.
capodanno a capodanno. calmiamoci, lasciamo che san silvestro arrivi da solo. che il calendario faccia il suo corso: è l'ultima pagina, ma di solito è quella che ha il disegno più bello. non precipitiamo gli eventi: leggiamo il boxino di frateindovino sulle conserve invernali di verdura e prendiamoci un tavor col panettone. vedrete che passa, un respiro e passa. e se proprio c'avete sta fregola organizzativa, pala alla mano, liberate il barbecue del giardino dalla neve e preparate la brace per pasquetta. non si sa mai.
12:39
Scritto da: fuorisede07
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domenica, 22 novembre 2009
tele-romano-centrici

roma passa al digitale terrestre. rullo di tamburi. squilli di tromba. sbandieratori. pereppepepè.
per spiegare ai romani come attaccare la dannata macchinetta si è scatenato un telethon di programmi e di vip che sponsorizzano, illustrano e mimano l'azione.
e lo switch- day e il digitale day e il servizio del tg1 sulle tv buttate in discarica a roma e.. e che in piemonte e in sardegna al digitale ci siamo passati da soli? senza la badante televisiva? perchè tutto sto chiasso, di grazia?
siamo imbarazzantemente romano centrici.
ma il giorno che anche viterbo si unirà alla grande famiglia del digitale terrestre, quel giorno, se non faranno almeno un speciale di porta a porta per spiegare alle massaie viterbesi come sintonizzare mtv sull'8, allora io quel giorno mi romanicocentricamente abbacchierò sul serio. ahò.
22:33
Scritto da: fuorisede07
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lunedì, 09 novembre 2009
cose che non si capiscono

io non capisco. di solito il segretario nelle cose non è quello che conta di meno? quello che fa i verbali fino a notte fonda, porta i caffè e impila le seggiole? e invece qui nel pd, il segretario comanda e ho come l'impressione che toccherà al presidente (e alla sfilza di vice) portare i caffè.
ora mi chiedo una cosuccia: nel pdl, visto come tiene saldamente il comando, berlusconi è ufficialmente il bidello?
23:45
Scritto da: fuorisede07
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domenica, 25 ottobre 2009
nel segreto della cabina elettorale, dio ti vede, stalin no. (cit.)
Contro gli astensionisti del PD scrivono benissimo questo e quello, o ancora questo.
Io invece scrivo due o tre ragioni per quelli che staranno a casa. Sì, lo so: siamo la feccia dell’elettorato di sinistra, se Berlusconi non riceverà mai “il segnale” sarà colpa nostra, abbiamo la puzza sotto il naso, chi ci crediamo di essere, che poi alla fine siamo quelli che votiamo Di Pietro che schifo bla bla. Sono d’accordo su tutta la linea, ma dal basso della mia personalissima fogna politica ci tenevo a dire una cosa. Io non sono tesserata, tesserata di nessun partito. Mi urta l’affiliazione in sé e per sé: fatico a compilare il modulo per la Fidaty card Esselunga, figuriamoci iscrivermi ad un partito. voi direte, non ti devi tesserare per votare alla primarie. Giusto. Il buon PD ha un’opzione anche per me. Mi dice: vieni, vieni, indeciso codardo, vieni che puoi votare lo stesso, nel segreto della cabina elettorale potrai maliziosamente crocettare chicchessia, basta che vieni che qua stiamo alla frutta e bisogna mandare il segnale. E poi allora con la storia del segnale mi ero quasi convinta ad investire ‘sti 2 euro. Poi però in una replica mattutina di Matrix (noi astensionisti non abbiamo mai un cazzo da fare, e si guarda la tivù al mattino) ho sentito che ci sarà una cosuccia da sbrigare prima di votare, una cosuccia che si chiama: firmare un modulo in cui dichiari di condividere i valori del PD. Niente di che, di per sé. Poi, però, ho sentito un minacciosissimo Telese dire a Franceschini: e sta volta le liste di chi ha votato vediamo di non perderle. Ecco a me che Telese venga a spulciare nei fatti miei, proprio non mi va. Di rimanere in una lista che poi, boh, chissà quando e come e perché me la potrebbero tirar fuori, men che meno. Fra vent’anni i miei figli, sventolando un logoro modulo di condivisione dei valori del PD, potrebbero ricattarmi e strappare il permesso per un tatuaggio con una foglia di marijuana. E chissà cosa sarà il PD fra vent’anni. Questa cosa delle liste mi sa un po’ di minaccia: ehi stai qua, poi non ti tirare indietro, ormai sta scritto. Io a votare ci sarei anche andata (lo riscrivo per convincermi). Ma per come sta messa la politica oggi, la storia dell’iscrizione soft, della condivisione di valori, non funziona più: è un po’ ballerina, non siamo più negli anni settanta dove ti volevi schierare e giù dritti. Nel tempo di schierarmi e mettere la firma, i valori del PD sono già cambiati venti volte. E alla fine, quali sarebbero questi valori del PD? Perché, secondo me, se la Concia oggi vedesse firmare la Binetti, beh, strapperebbe pure la tessera della Coop, dal nervoso.
10:39
Scritto da: fuorisede07
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sabato, 10 ottobre 2009
la sindrome di topolino
19:24
Scritto da: fuorisede07
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